Ok, ora si fa sul serio. Se sei qui è probabile (possibile, quanto meno) che tu abbia deciso di inviare a Bomarscé un testo, cioè un racconto di finzione.
In questo momento, è aperta la call per i racconti a tema Natale, che si chiuderà alle 23:59 di mercoledì 25 novembre. Si tratta di un call più breve delle solite, in vista di uno speciale di Bomarscé che uscirà in prossimità delle feste, con pochi racconti selezionatissimi.

Non c’è molto da dire sul tema: Natale è proprio Natale, quella festa lì, quel periodo dell’anno lì, quel giorno lì. Non valgono le storie su un vostro zio che si chiama Natale, a meno che non c’entri qualcosa col Natale. Ma non ci attendiamo nemmeno che ogni testo sia animato da bimbi che lasciano sulla soglia di casa un bicchiere di latte e un piattino di Pan di Stelle. Natale può essere terrificante, soave, abietto, persino zuccheroso, amaro, edificante. Ci può essere la neve. Il resto è, come sempre, affidato alla costruzione dell’autore, al narratore, al punto di vista, al tessuto del discorso. Ai grandi personaggi. Zenzero o non zenzero.
Infine, per collaborare è necessario seguire alcune semplici indicazioni che trovi qui sotto.

Il racconto dovrà inequivocabilmente essere quello che è un racconto: cioè un racconto. Non un aforisma, non una poesia, non una canzone, non un romanzo breve. Diamoci una misura, tanto per stare tranquilli: non meno di 5000 e non più di 35000 battute (spazi inclusi, s’intende). Un racconto non è (solo) una questione di lunghezze, ma ci siamo capiti.

«Cara Lily – disse mettendo la moneta nella mano della ragazza – è o non è Natale? Allora… un piccolo pensiero…»
Si affrettò verso la porta.
«Oh no signore!» disse forte la ragazza seguendolo.
«È Natale, è Natale!»

I morti
James Joyce

Siamo entusiasti di ricevere e leggere testi totalmente inediti: ma possiamo anche valutare opere già apparse da qualche parte, purché la pubblicazione su Bomarscé non leda alcun diritto d’autore e il racconto non sia stato inviato contemporaneamente ad altre riviste. Sui testi già editi, comunque, ci sarà un supplemento di dibattito tra la redazione e lo scrittore.
I diritti e la proprietà intellettuale di tutto ciò che pubblicherà Bomarscé restano agli autori.

I testi dovranno essere inviati a posta@bomarsce.it (oggetto: Tema della call – Nome Cognome – Titolo del racconto) in formato .doc(x) o simile e nominati così: nome-cognome_titolo_del_racconto.
Alla fine del testo scrivi una breve biografia (breve breve eh…) dove ci dici due o tre cose mirabolanti su di te.

Leggiamo tutto e rispondiamo a tutti. Agli autori le cui opere saranno selezionate per la pubblicazione (giubilo!!!) potrebbe essere proposto un intervento di editing, di norma non troppo invasivo e comunque concordato insieme.

Bomarscé non fa soldi, non guadagna da nulla, e quindi non può corrispondere alcun compenso, perché la bellezza del mercato, qui, non c’entra nulla. Però Bomarscé è gentile, ci mette impegno e cura, ripudia la sciatteria e, non potendo comunque prescindere dalle personali inclinazioni dei redattori che la animano, cerca nei testi un valore e negli autori una voce.
Potrebbe essere una bell’avventura, no?


Se sei un grafico, un illustratore, un web designer, un fotografo, un editor, un lettore o uno a cui piace impiegare il proprio tempo senza alcun ritorno né economico né di gloria (si rilegga la frase anche al femminile), scrivi a redazione@bomarsce.it e troveremo qualcosa da farti fare.