Ok, ora si fa sul serio. Se sei qui è probabile (possibile, quanto meno) che tu abbia deciso di inviare a Bomarscé un testo, cioè un racconto di finzione.
Benvenuto, allora: segui cortesemente alcune semplici indicazioni. In questo momento, il tema della call di racconti per collaborare al decimo numero della rivista è Il passato. Hai tempo fino alle 23:59 di venerdì 7 ottobre per inviare un racconto.

Che cosa resta di quei brevi anni che, nonostante tutto, mi hanno marchiato, e di cui mi ricordo, oggi, con nostalgia?

Le figurant
Didier Blonde

Il passato è un tempo che non finisce, che continuiamo a vivere; è accumulazione, è un ripostiglio, è un luogo sempre abitato; il passato è la famiglia, la storia, la memoria ma anche l’oblio; è una mappa, una testimonianza, un’allegoria; il passato non passa, ritorna o scompare, cambia, lo si può inventare. Il passato sa tutto di noi, ma noi non sappiamo mai abbastanza di lui: il passato non dimentica. Noi sì. Il passato è più o meno denso: di solito, è di verdure.

Il resto, come di consueto, sta all’immaginazione dell’autore che ci concede il privilegio di poter leggere la sua opera. Poi, ci sono alcune regole generali per collaborare, che puoi leggerle qua sotto.

Il racconto dovrà inequivocabilmente essere quello che è un racconto: cioè un racconto. Non un aforisma, non una poesia, non una canzone, non un romanzo breve. Diamoci una misura, tanto per stare tranquilli: non meno di 5000 e non più di 35000 battute (spazi inclusi, s’intende). Un racconto non è (solo) una questione di lunghezze, ma ci siamo capiti.

Siamo entusiasti di ricevere e leggere testi totalmente inediti: ma possiamo anche valutare opere già apparse da qualche parte, purché la pubblicazione su Bomarscé non leda alcun diritto d’autore e il racconto non sia stato inviato contemporaneamente ad altre riviste. Sui testi già editi, comunque, ci sarà un supplemento di dibattito.
I diritti e la proprietà intellettuale di tutto ciò che pubblicherà Bomarscé restano agli autori.

I testi dovranno essere inviati a posta@bomarsce.it (oggetto: Tema della call – Nome Cognome – Titolo del racconto) in formato .doc(x) e nominati così: nome-cognome_titolo_del_racconto.
Alla fine del testo scrivi una breve biografia (breve breve eh…) dove ci dici due o tre cose mirabolanti su di te.

Leggiamo tutto e rispondiamo a tutti. Agli autori le cui opere saranno selezionate per la pubblicazione (giubilo!!!) potrebbe essere proposto un intervento di editing, di norma non troppo invasivo e comunque concordato insieme.

Bomarscé non fa soldi, non guadagna da nulla, e quindi non può corrispondere alcun compenso, perché la bellezza del mercato, qui, non c’entra nulla. Però Bomarscé è gentile, ci mette impegno e cura, ripudia la sciatteria e, non potendo comunque prescindere dalle personali inclinazioni dei redattori che la animano, cerca nei testi un valore e negli autori una voce.
Potrebbe essere una bell’avventura, no?


Se sei un grafico, un illustratore, un web designer, un fotografo, o uno a cui piace impiegare il proprio tempo senza alcun ritorno né economico né di gloria (si rilegga la frase anche al femminile), scrivi a redazione@bomarsce.it e troveremo qualcosa da farti fare.